Primo telescopio: quale scegliere?

Quesiti fondamentali

I telescopi commerciali sono tutti uguali ? Spesso questa è una domanda che chi è alle prime armi non si pone neppure, ma rispondere è di fondamentale importanza. Ovviamente la risposta è NO, in quanto gli strumenti in commercio possono disporre principalmente di quattro schemi ottici particolari. (Ne esitono molti altri comunque, ma principalmente tratterete con questi quattro). Vediamoli più in dettaglio:

 

Schema 1Telescopio RIFRATTORE

 



Schema 2Telescopio RIFLETTORE o NEWTONIANO

 



Schema 3Telescopio SCHMIDT-CASSEGRAIN

 

 



Schema 4Telescopio MAKSUTOV - CASSEGRAIN

 

 

 

Gli ultimi due schemi ottici fanno parte di una famiglia più generale, quella che comprende i cosidetti strumenti catadiottrici.

 

Telescopi Rifrattori

Sono costituite da un tubo lungo e relativamente sottile, che porta ad una estremità una lente frontale che ha la funzione di raccogliere e di focalizzare la luce. Questi strumenti in commercio si possono trovare alle più svariate fasce di prezzo, ma sappiate che gli ottimi rifrattori risultano assai costosi. I rifrattori di tutti i tipi sono strumenti robusti, che richiedono una manutenzione davvero scarsa.Il tubo ottico sigillato evita il degrado dell'immagine dovuto ai moti interni dell'aria. Rifrattori che presentano una buona qualità delle ottiche forniscono immagini luminose e molto contrastate. D'altro canto però questi strumenti presentano generalmente piccole aperture (perlomeno rimanendo in fasce di prezzo non esorbitanti), e questo li limita "pesantemente" nell'osservazione di tutti quelli che sono gli oggetti deboli (come nebulose o galassie). In più per una agevole osservazione è necessario anteporre prima dell'oculare uno specchio ad angolo retto, che provoca un inversione dell'immagine destra-sinistra. I rifrattori sono gli strumenti che in assoluto costano di più per centimetro di apertura rispetto a qualsiasi altra tipologia di strumento. I rifrattori dal costo maggiore sono senza dubbio i cosidetti aprocromatici, strumenti studiati in modo da ridurre praticamente in modo completo l'aberrazione cromatica, tipica degli strumenti a lenti. Brevemente questo tipo di aberrazione si manifesta con la comparsa di aloni colorati sui bordi dei soggetti osservati, ed è evidente in rifrattori dal basso costo o non perfettamente corretti.

 

Telescopi Newtoniani

Questi strumenti sono costituiti da un tubo aperto ad una estremità, da un grande specchio concavo alloggiato nell'altra estremità chiusa del tubo,e da un specchio piano secondario. I riflettori sono stati in assoluto gli strumenti preferiti dagli astrofili amatoriali negli anni, in quanto la qualità delle ottiche può raggiungere livelli elevati, pur mantenendo dei prezzi "abbordabili" (questa è la configurazione che presenta il miglior rapporto qualità prezzo); in più la presenza di due specchi fa si che l'immagine nell'oculare si presenti come quella reale (e non sia specchiata). "Purtroppo" appunto il tubo ottico è aperto, e questo apporta tutta una serie di svantaggi: la polvere si deposita col tempo sulle ottiche, le ottiche necessitano ogni tanto di essere re-allineate (con una operazione gratuita fornita da Artesky nei due anni di garanzia), inoltre durante l'osservazione le correnti d'aria all'interno del tubo disturbano l'immagine fintanto che la temperatura del tubo non ha raggiunto la temperatura dell'ambiente esterno. Comunque i riflettori sono strumenti abbastanza polivalenti, le loro maggiori aperture rispetto ai rifrattori permettono di osservare molto più agevolmente oggetti del profondo cielo, senza per questo perdere troppo in qualità sulle osservazioni dei pianeti; il "problema" di uno strumento polivante è proprio quello però di non eccedere in nessun campo specifico. Quindi se avete esigenze davvero mirate e particolari forse non si rivelano la scelta per voi più adatta. Poi dipende anche dal tipo di strumento, perchè se ad esempio avete una pasione smisurata per gli oggetti del profondo cielo, anche i più esotici e anonimi, allora la scelta di un telescopio Dobsoniano si rivelerebbe particolarmente felice. I Dobsoniani sono dei riflettori che presentano aperture davvero notevoli (anche più di 400 mm), montati su semplici piedistalli altazimutali; purtroppo il loro utilizzo si rivela complesso per i neofiti (per il puntamento degli oggetti celesti).

 

Telescopi Schmidt-Cassegrain

Sono costituiti da uno specchio primario concavo sferico, uno specchio secondario sferico convesso e da una lente frontale (con particolari caratteristiche) in grado di correggere le aberrazioni ottiche. L'immagine che si viene a formare è posta dietro un foro praticato nel centro dello specchio primario. Sono strumenti che fanno dell' elevata trasportabilità il loro punto di forza. La maggior parte di questi strumenti possono essere comodamente trasportati in un bauletto, che può essere alloggiato tranquillamente in macchina. Le loro dimensioni permettono di adottare sistemi elettronici per l'inseguimento delle stelle più affidabile; queste li rende adatti all'astrofotografia. L'immagine può risultare invertita orizzontalmente se si fa uso di uno specchio a 45 gradi a monte dell'oculare (cosa molto frequente per rendere la visione più confortevole). I modelli più recenti sono a volte dotati di sistemi computerizzati per il puntamento automatico degli oggetti celesti, questo sistema semplifica di molto la vita agli astrofili alle prime armi, ma probabilmente toglie anche un po' del divertimento di andare alla "caccia" di quello che si vuole osservare. Come svantaggi possiamo dire che spesso l'immagine fornita da uno Schmidt sarà meno contrastata di quella fornita da un riflettore di eguale apertura, e il costo risulta più alto; a volte il meccanismo per la messa a fuoco può essere delicato e un po' impreciso. Se non avete limitazioni dal punto di vista economico potete acquistare uno Schmidt, che vi fornirà ottime immagini dei pianeti e luna (mai comunque come un OTTIMO rifrattore) e che risulterà adatto anche alla visione di un numero elevato di oggetti deboli, questo grazie alle elevate aperture alle quali questi strumenti possono arrivare; senza poi considerare che spesso sono forniti di motorizzazione su entrambi gli assi, e di sistemi computerizzati per il puntamento e l'inseguimento (poi questo dipende anche dalla montatura). Sono quindi anche questi strumenti polivalenti, con pregi e difetti diversi dai riflettori.

 

Telescopi Maksutov - Cassegrain

Lo schema ottico di un Maksutov è molto simile a quello di uno Schmidt. La differenza principale è che le aberrazioni ottiche vengono corrette da una lente anteriore a menisco. Generalmente, a parità di apertura costano un poco meno dei telescopi Schmidt, ma poi il prezzo dipende da innumerevoli fattori. Quello detto per lo schema ottico precedente vale anche per i Maksutov-Cassegrain, ma sappiate che questi ultimi strumenti sono in grado di fornire immagini molto nitide e contrastate, a volte quasi come buoni rifrattori; se abbinate a questo fatto anche un grande diametro dello strumento allora doreste avere un telescopio che vi darà immagini di alta qualità e che risulterà anche molto versatile nell'osservazione dei deep. Questo solo con grandi diametri, altrimenti lo schema Maksutov risulta molto adatto alla fotografia degli oggetti deboli (deep sky) ma non per l'osservazione diretta degli stessi.

 

Quali sono gli oggetti celesti che intendo osservare ?

Se quello che vi interessa maggiormente osservare sono i pianeti e la luna, allora avete bisogno di uno strumento che vi fornisca immagini luminose, molto contrastate e ben risolte; allora l'acquisto ideale si rivela un buon rifrattore. Se il prezzo vi spaventa potreste rivolgere la vostra attenzione ad esempio verso un piccolo maksutov (non meno di 90 mm); tali strumenti si comporteranno egregiamente nell'osservazione ad alta risoluzione. 

Se invece il vostro interesse è diretto principalmente verso gli oggetti molto deboli del cielo, come le galassie e le nebulose, quello che necessitate è di uno strumento che raccolga la più grande quantità di luce possibile. La scelta quindi cade su un riflettore di grande dimensioni (grande apertura), oppure su un Dobsoniano (grandi riflettori montati su semplici sostegni altazimutali). 

Potreste anche ancora non sapere quale sia il vostro interesse principale, oppure siete interessati ad osservare oggetti di qualsiasi tipo. Potreste acquistare un classico newton da 130 mm a medio rapporto focale (f/8 - f/6) se avete un budget limitato, uno strumento polivalente per definizione. Altrimenti potrebbe essere un ottima scelta anche un classico Schmidt-Cassegrain da 8 pollici di diametro (esempio Celestron C8); in questo caso la lunga focale vi permetterà di effettuare agevoli osservazioni planetarie, e il generoso diametro anche di potervi dedicare all'osservazione degli oggetti deepsky. Ovviamente le visioni che si ottengono con uno SC da 8" non saranno paragonabili a quelle offerte da un rifrattore apocromatico da 130 mm nell'osservazione planetaria o a quelle offerte da un newton da 400mm nell'osservazione del cielo profondo (considerando condizioni del cielo ottime). Effettivamente uno Schmidt-Cassegrain da 8" è una soluzione di ottimo livello se cerchiamo uno strumento polivalente.. Quest'ultimo schema ottico potrà regalarvi immagini più nitide e contrastate, e non avrete necessità di collimare periodicamente lo strumento. 

per quanto riguarda piccoli rifrattori di qualità (esempio 80 mm) a focale molto corta: sono eccezionalmente trasportabili, e regalano ottime visioni di oggetti estesi del cielo profondo, da osservare a bassi ingrandimenti (ammassi aperti e non, galassie e nebulose delle più luminose). Sostanzialmente trovano ottima applicazione nella fotografia a largo campo e a bassi ingrandimenti del cielo profondo, mediante camere CCD (ovviamente le ottiche devono essere sostenute da una montatura che possa effettuare un inseguimento estremamente preciso). 

Attenzione poi al luogo dal quale osservate!. Se siete in città e il cielo sopra di voi è bieco come non mai, allora non riuscirete mai ad osservare gli oggetti del profondo cielo se non vi sposterete in zone più buie e meno inquinate (montagna ad esempio); mentre in città riuscirete sempre ad osservare luna e pianeti anche sotto un cielo quasi pessimo. 

Abbiamo parlato di rapporto focale fino ad adesso? Ma cos'è precisamente ? Come si calcola ? Il numero espresso dal rapporto focale indica semplicemente la lunghezza focale (la distanza tra l'obiettivo e il piano focale) divisa per l'apertura dello strumento. Se ad esempio un rifrattore è lungo 50 cm ed ha una apertura di 5 cm allora il rapporto focale risulterà di 10. Più il rapporto focale aumenta e maggiore sarà il contrasto delle immagini che si otterranno dallo strumento, e quindi maggiore la predisposizione del telescopio all'osservazione planetaria e lunare. All'aumentare del rapporto focale però si verifica una diminuzione della luminosità delle immagini,ed è per questo motivo che uno strumento votato sopratutto all'osservazione degli oggetti deboli (deep sky) deve possedere bassi valori di rapporto focale (f/4 - f/6). Strumenti che possiedono rapporti focali spinti (da f/11 in su) sono essenzialmente votati all'osservazione ad alta risoluzione. Costruire ottiche di qualità diventa sempre più difficile man mano che il rapporto focale diminuisce. 

Attenzione: quando ad esempio si dice che uno strumento f/4 è più luminoso di un f/10 ci si riferisce esclusivamente alla luminosità fotografica! Se fotografiamo lo stesso soggetto, per ottenere il medesimo risultato lo strumento aperto a f/4 impiegherà un tempo di posa molto più corto rispetto allo strumento f/10. 

Conoscendo quali sono i campi di lavoro dei quattro schemi ottici fondamentali, potete giocare sul rapporto focale per arrivare a scegliere lo strumento che più si adatta alle vostre esigenze. Tra un rifrattore con un rapporto focale f/4 e uno con un rapporto f/8 sarebbe certamente meglio scegliere il secondo, ma dall'altro lato della medaglia il f/8 è lungo il doppio dell'f/4. Per farvi un secondo esempio, un riflettore da 25 cm di apertura che presenti un f/8 è lungo più di due metri capite? Tutto questo mi porta alla domanda successiva

 

Ho intenzione di fare delle trasferte ? Ho lo spazio necessario ?

La scelta del telescopio dipende anche dallo spazio casilingo del quale disponete, e dalla necessità o meno di trasportare il tubo per dirigervi verso cielo limpidi e scuri. Se avete un giardino con un capannone, abitate in campagna ed avete la passione per le galassie allora la scelta sembra ovvia, un riflettore di grosso diametro; oppure un grande (e lungo) rifrattore se vi interessano i pianeti e la luna. Se invece disponete solo del vostro balcone ed abitate in città be, qui i problemi aumentano. Tutto questo per dirvi di non lanciarvi nell'acquisto del telescopio più grande che riuscite a trovare in commercio, dovete trovare il miglior compromesso tra le perfomances ottiche e la facilità di utilizzo.

Principalmente da dove effettuerò le mie osservazioni ?

Più che considerare il luogo vero e proprio, ovvero da un balcone o da un prato in campagna, bisogna considerare la bontà del cielo! Spesso quando si parla di osservazioni dal balcone di casa si pensa subito ad un cielo se non pessimo, comunque di bassa "qualità". Spesso è vero, ma non è detto: questo perchè se il balcone in questione è di un casa sperduta in alta montagna allora il cielo sarà comunque ottimo! 

Questo è importante da capire. Se volete principalmente osservare oggetti molto deboli del profondo cielo è molto probabile che la scelta giusta sia un grosso riflettore, o un dobsoniano, ma se poi il cielo che vi sovrasta è pessimo allora non riuscirete nel modo più assoluto ad osservare gli oggetti che vi interessano, anzi, non riuscirete nemmeno ad osservare davvero bene Luna, pianeti o stelle doppie in quanto avreste poi tra le mani uno strumento che non è concepito per l'osservazione ad alta risoluzione. Risultato? Grande delusione, e strumento da rivendere. In un caso come questo la soluzione sarebbe quella di andare ad osservare in una località molto buia, in montagna.. ma ve la sentite o avete le possibilità per queste trasferte? Le dimensioni dello strumento ve lo consentirebbero?

Capite quindi che le limitazioni non derivano solo dalle vostre disponibilità finanziarie e da pochi altri fattori, ma anche dalla qualità media del cielo (inteso come limpidezza e grado di inquinamento luminoso) dal quale osserverete! La persona dell'esempio che vi ho fatto a questo punto potrebbe invece acquistare uno strumento come un rifrattore di alta qualità o un Maksutov.. strumenti che sarebbero in grado di donargli grandi soddisfazioni nell'osservazione planetaria,e prestazioni sui deep più luminosi almeno pari a quanto avrebbe potuto fare un grosso riflettore sugli stessi oggetti sotto quel cielo di bassa qualità.. Inoltre strumenti nati per l'alta risoluzione, una volta portati sotto cieli scuri, si comporteranno, sugli oggetti del profondo cielo, in modo comunque rispettabile. 

Un piccolo appunto sul seeing. Il seeing è un altro parametro utile a valutare la bontà del cielo, ma al contrario di parametri più "statici", quale ad esempio l'inquinamento luminoso, esso varia molto velocemente, anche nel corso della stessa serata. Il parametro del seeing è una semplice valutazione della stabilità atmosferica, se ci sono correnti d'aria in rapido movimento, dovute ai venti o a semplici camini domestici nel vicinato allora le immagini sembreranno bollire. Un cielo può essere perfettamente limpido, ma pessimo dal punto di vista del seeing.. un cielo tale sarà quindi inadatto alle osservazioni. nel corso delle osservazioni il seeing può mutare rapidamente a volte tale da permetteci di raggiungere elevatissimi ingrandimenti!

 

Cosa è in grado di mostrarmi un telescopio commerciale?

Spesso molto di più di quanto voi non crediate, spesso molto di meno di quanto voi crediate. 
Questo è un discorso complesso, e non si può assolutamente fare di ogni erba un fascio.

Molti neofiti in cerca del loro primo strumento credono che il riuscire a intravedere ad esempio gli anelli di saturno sia un enorme risultato, e che osservare la grande macchia su giove sia pura fanscienza. Altri si aspettano di osservare all'interno dell'oculare delle belle galassie colorate e lucenti, così come appaiono nelle immagini che puntualmente il telescopio Hubble ci ha regalato. Entrambe queste persone stanno facendo un errore di valutazione della reale potenza degli strumenti amatoriali. 


Per quanto riguarda l'osservazione della luna e dei pianeti maggiori del sistema solare dovete sapere che un discreto strumento è già in grado di mostrare molti dettagli. Osservare gli anelli di saturno, con un paio di divisioni sugli stessi, ben delineati e staccati dal pianeta, con qualche banda di nubi sul pianeta stesso è cosa "semplice". Come è semplice su Giove osservare le bande principali, la grande macchia rossa e le ombre dei satelliti in transito di fronte al gigante gassoso. Marte è già più ostico, ma mostra con facilità le calotte polari e qualche sfumatura sul globo. La luna è terreno di caccia ancor più semplice, qui anche strumenti davvero modesti sono in grado di regalare belle visioni, permettendovi di osservare da "vicino" moltissime formazioni lunari che nemmeno vi sareste immaginati probabilmente. 
Notate bene che i dettagli che ho citato sono già visibili (anche se a fatica) con un rifrattore da 60-70mm.. il problema quindi non è il rintracciare i suddetti dettagli, ma è il come essi vengano mostrati: e qui si capisce il perchè di telescopi costosi e dall'alta qualità ottica.

Un po' diverso il discorso per quanto riguarda gli oggetti del profondo cielo. Se nessuno ve lo ha mai detto, si, con un telescopio è possibile ammirare nebulose, galassie, ammassi stellari e numerosi altri oggetti, il problema rimane sempre il come.

Si tratta di oggetti posti ad una distanza molto maggiore, di conseguenza quindi appaiono molto meno luminosi; dunque per osservare al meglio tali oggetti ci si deve dotare di strumenti di generose aperture. Ci sono oggetti così evidenti e luminosi, come la nebulosa di orione (M42), la galassia di andromeda (M31) o l'ammasso stellare M13 che sono localizzabili ed osservabili anche col più piccolo degli strumenti Esistono tantissimi altri oggetti molto più deboli (vedi galassie lontane) che necessitano di una adeguata strumentazione.


Un rifrattorino da 70mm mostrerà M42 come una nebulosità grigiastra estesa, con sottili venature scure appena percettibili, uno strumento da 200mm mi mostrerà lo stesso oggetto in ben altro modo, una forma ben delineata di colore verdino, dalla morfologia ben paragonabile a quella delle foto effettuate dai telescopi dei grandi osservatori. Se lo stesso rifrattore da 70 mm mi mostrerà M13 come una sferetta grigiastra vagamente "granulosa", un newton da 150-200 mm mi mosterà un denso ammasso di stelle, più o meno risolto (sempre grigiastro), anche se magari con stelle meno puntiformi di quella offerte dal rifrattore. Per cominciare ad osservare in modo abbastanza nitido un po' di galassie (che non siamo M31) bisogna possedere strumenti da diametro sicuramente non inferiore ai 150mm utili (limite minimo, poi più si sale meglio è); tali oggetti possano essere scovati anche attraverso strumenti molto più piccoli, ma si tratterebbe in questi casi di "notare" qualcosa di vagamente sfumato per visione distolta.

Quanto vorrei spendere per il mio primo telescopio?

È più che capibile se un neofita che si avvicina al mondo dell’osservazione astronomica, non voglia spendere delle cifre enormi rischiando poi di rimanere deluso dall’acquisto, o, se nel futuro la passione possa andare scemando, di trovarsi con uno strumento di un certo costo che tutto al più si può rivendere andando a rimetterci una parte del prezzo pagato.

Al giorno d’oggi per fortuna, la grande catena di distribuzione ha portato il vantaggio di un’abbattimento dei costi di produzione di lenti-specchi e di tutti i materiali atti alla costruzione di un telescopio, questo significa che se solo poche decine di anni fa un telescopio dal costo di 800.000-1.000.000 di lire, oggi si possa trovare tranquillamente ad un costo in media di 200-250€.

Diciamo subito che non è facile trovare un buon compromesso tra prestazioni/costi, ma qualcosa si può fare tenendo molto ben presente il fatto che inevitabilmente su qualcosa bisognerà accontentarsi.

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